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La partita di calcio - Roberto Roversi


Roberto Roversi (primo a sinistra), nella redazione di "Officina" negli anni '50, con Angelo Romanò, Pier Paolo Pasolini, Francesco Leonetti, Gianni Scalia e Franco Fortini

LA PARTITA DI CALCIO - 1 febbraio 2012.


Nell'ambito del laboratorio VoxPoetica il Teatro del Navile presenta "La partita di calcio" di Roberto Roversi. Lettura a porte aperte con gli allievi della Scuola di Teatro Nino Campisi.


Il testo de "La partita di calcio" è composto da novanta lasse, tante quanti sono i minuti di una partita non descritta nel suo svolgimento ma "contrassegnata – come afferma lo stesso poeta – dai discorsi, dalle riflessioni, dai commenti dei giocatori in campo nel corso della partita e dei personaggi seduti sulle gradinate. Su tutti, Agrippa D'Aubignè, Che Guevara, Chet Baker, Achille Varzi, Glenn Gould e il vecchio Goethe".

La partita nel testo roversiano subito assurge a metafora di altro, in illusionistici dialoghi che attingono i propri lieviti dall'esistenza, dalla memoria, dalla storia. Il tempo  non è quello della partita, ma quello della rappresentazione, della scrittura, che balza da pensieri a pensieri, da immagini a immagini. Il tempo della partita non collima unitariamente con il tempo del processo poetico, essendo il primo tempo lineare – della vita e della realtà – il secondo tempo verticale, liquido, saltellante – della poesia – tipico della memoria, libera dalla logica della conseguenzialità.

In questa illusoria partita la presenza di personaggi è funzione mirata ad aprire spazi grandiosi all'interno di una vicenda minima: l'immaginazione domina luoghi, immagini, corre tra futuro e passato. Un alone di lucido e illuministico ottimismo, pur venato di una pacata melanconia o di bonaria ironia, avvolge il mondo del testo e in esso, simbolo di leggerezza, di utopia, volano – nella memoria – aeree e irriducibili le rondini, che sospirate non ritornano e però animano la speranza che alimenta il cuore.

Ed è proprio il simbolo delle rondini a fondere in un'armonica ultima verità la certezza di futuro.

Roberto Roversi, nato a Bologna il 28 gennaio 1923, è uno scrittore, un poeta, un libraio e anche un autore di testi di canzoni, ex direttore del giornale Lotta Continua.

Si arruolò fra i partigiani, appena ventenne, e combatté nella Resistenza in Piemonte. Dal 1948 al 2006 ha svolto l'attività di libraio antiquario gestendo a Bologna la storica Libreria Palmaverde.

Nel 1955 ha fondato con Francesco Leonetti e Pier Paolo Pasolini la rivista Officina. Nel 1961 ha dato alla luce una nuova rivista, Rendiconti.

Personaggio atipico fra gli intellettuali del XX secolo, attorno alla metà degli anni sessanta ha compiuto una scelta destinata a segnare profondamente la sua attività letteraria: ha smesso di pubblicare con i grandi editori, limitandosi esclusivamente a fogli fotocopiati distribuiti liberamente e a collaborazioni con piccole riviste autogestite.

Negli anni settanta Roversi ha scritto i testi delle canzoni di Lucio Dalla che hanno portato alla nascita di 3 album straordinari, "Il giorno aveva cinque teste", "Anidride Solforosa" e "Automobili". In particolare alcuni brani tratti da questi dischi (come "Il coyote", "Nuvolari" e "Anidride solforosa") vengono considerati dalla critica dei veri capisaldi del discorso autorale contemporaneo.

Recentemente, le edizioni Pendragon hanno ristampato tre dei suoi testi teatrali ("Unterdenlinden", "Il Crack" e "La macchina da guerra più formidabile") e hanno pubblicato l'ancora inedito "La macchia d'inchiostro".

Nel 2006 la Libreria Palmaverde ha chiuso i battenti. Dopo oltre 50 anni di attività, Roberto Roversi e la moglie Elena hanno deciso di ritirarsi a vita privata. Tutti i libri sono stati acquistati da Coop Adriatica. Parte di essi saranno destinati alla vendita. Quelli invece di maggiore interesse saranno donati a biblioteche.

Teatro del Navile - Spazio Arte -Scuola di Teatro diretta da Nino Campisi Via Marescalchi 2/b (Ang.Via D’Azeglio 9) Bologna - Info: 051224243


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© 2019  Teatro del Navile - Nino Campisi

Immagine di fondo: La sala Borsa di Bologna nel dicembre del 2005 durante le repliche di "Ritratto del Novecento" di Edoardo Sanguineti, con Nino Campisi e gli allievi della Scuola di Teatro.

Regia di Giuseppe Bertolucci e Luisa Grosso, coordinamento attori Nino Campisi.

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