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Renato Barilli - Clarissa scrive a un'amica



Renato Barilli, professore emerito presso l’Università di Bologna, già docente di Fenomenologia degli stili al corso DAMS, presenta in prima assoluta la sua terza pièce teatrale “Clarissa scrive a un’amica”, un dramma ricavato dal capolavoro di Samuel Richardson, scritto tra 1747 e il 1748.

La pièce di Barilli, ora pubblicata nel libro “Tre pièces tra il moderno e il contemporaneo”, edito da Bibliotheca Albatros nella collana Libertateslibri, concepita come lettura scenica, condensa in venti pagine il monumentale scambio epistolare tra Clarissa e l’amica Anna.

Nella trascrizione scenica di Nino Campisi la lettera con cui Clarissa Harlowe racconta l’inganno architettato da Lovelace per spingerla ad abbandonare la casa paterna, diventa un monologo affidato all’interpretazione di Agnese Corsi, affiancata in scena da Simona Ortolani nel ruolo dell’amica Anna Howe.

Il Richardson aveva già pubblicato nel 1740 “Pamela, o la virtù ricompensata”, romanzo di grande successo, che ispirò il nostro Carlo Goldoni a scrivere ben due commedie “Pamela fanciulla” e “Pamela maritata” (1750-1751), parlandoci in questo caso di una fanciulla, posta in una situazione economica disagiata, costretta ad andare a servizio presso una buona dama altolocata, che però troppo presto scompare, lasciando la giovane in balia di un figlio scapestrato che tenta con ogni mezzo di abusare di lei, ma incontrandone una fiera e orgogliosa resistenza. In quel caso il grande narratore inglese opta per una soluzione “buonista”, infatti il giovane libertino, alla fine, si convince a seguire una via virtuosa e dunque a sposare la fanciulla ribelle.

Non altrettanto succede alla povera Clarissa, nonostante, o forse a causa di una situazione sociale di totale benessere, che però mette i genitori e i fratelli più anziani nella tipica situazione di volerle imporre un matrimonio vantaggioso solo ai loro occhi, con un pretendente più anziano di lei e privo di qualsivoglia capacità di suscitarle moti di simpatia, per non dire di amore.

In fondo, l’autore inglese già anticipava la triste storia su cui il Manzoni avrebbe impostato il tragico capitolo della Monaca di Monza. Purtroppo, nel tentativo di sottrarsi all’unione ingrata, la povera Clarissa cade nelle grinfie di un seduttore, tale Lovelace, sicuramente più gradito a lei rispetto all’anziano che la famiglia le vuole imporre, ma costui riesce a farla fuggire di casa con inganni, e di nuovo, come accadeva al padrone di Pamela, tenta di approfittarne con il miraggio di un matrimonio sempre procrastinato, senza i rimorsi che infine, nella vicenda precedente, conducono a uno happy end.

Qui invece Clarissa Harlowe, ripudiata dai genitori, ingannata dall’amante cui peraltro nulla concede, deperisce di giorno in giorno fino a una morte anticipata. Unica consolazione, un fitto scambio epistolare con l’amica del cuore, Anna Howe, con cui ha concepito l’utopistico sogno di andare a vivere libere e padrone del loro destino nella grande Londra.

Renato Barilli, nato nel 1935, professore emerito presso l’Università di Bologna, ha svolto una lunga carriera insegnando Fenomenologia degli stili al corso DAMS. I suoi interessi, muovendo dall’estetica, sono andati sia alla critica letteraria che alla critica d’arte. È autore di numerosi libri tra cui: Scienza della cultura e fenomenologia degli stili (1982, nuova ed. 2007), L’arte contemporanea (1984, nuova ed. 2005), La neoavanguardia italiana (1995, nuova ed. 2007), L’alba del contemporaneo (1995), Dal Boccaccio al Verga. La narrativa italiana in età moderna (2003), Maniera moderna e Manierismo (2004), Prima e dopo il 2000. La ricerca artistica 1970-2005 (2006), La narrativa europea in età moderna. Da Defoe a Tolstoj (2010), Autoritratto a stampa (2010), La narrativa europea in età contemporanea. Cechov, Joyce, Proust, Woolf,

Musil (2014). Presso Bollati Boringhieri ha pubblicato Storia dell’arte contemporanea in Italia. Da Canova alle ultime tendenze (2007) e Arte e cultura matariale in Occidente (2011). È stato organizzatore di molte mostre sull’arte italiana dell’Ottocento e del Novecento.

Sabato 8, alle ore 21, e domenica 9 aprile, alle ore 17

Teatro del Navile, via Marescalchi 2/b (ang. via D'Azeglio 9)

"Clarissa scrive a un’amica” di Renato Barilli

con Agnese Corsi e Simona Ortolani, regia di Nino Campisi.

Una produzione Teatro del Navile - Compagnia Teatro Studio.

Ingresso riservato ai soci: Tessera € 1,00 – Biglietti: Intero €10,00 - Ridotto € 8,00 Sabato 8 aprile: biglietteria ore 20,30 - Inizio ore 21. - Domenica 9 aprile: biglietteria ore16,30 - Inizio ore 17.

TEATRO DEL NAVILE

Prenotazioni

#2017 #compagniateatrostudio #renatobarilli

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© 2019  Teatro del Navile - Nino Campisi

Immagine di fondo: La sala Borsa di Bologna nel dicembre del 2005 durante le repliche di "Ritratto del Novecento" di Edoardo Sanguineti, con Nino Campisi e gli allievi della Scuola di Teatro.

Regia di Giuseppe Bertolucci e Luisa Grosso, coordinamento attori Nino Campisi.

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