Antigone - Una tragedia moderna



“Antigone”, una tragedia moderna di Jean Anouilh, versione italiana di Adolfo Franci, con Agnese Corsi, Maurizio Corrado, Francesco Di Nubila, Fabio Garau, Simona Ortolani,Leonardo Galotto, Lorenzo Romanazzi. Musiche di Marilyn Mazur. Images: Maddalena Barletta, Nino Campisi. Una scrittura scenica e regia di Nino Campisi (primo studio). Una produzione Compagnia Teatro del Navile - Compagnia Teatro Studio.

Sabato 7 e domenica 8 maggio 2016, il Teatro del Navile ha presentato in prima nazionale il capolavoro di Jean Anouilh, “Antigone”, una riscrittura della tragedia di Sofocle trasformata dall’autore francese in una tragedia moderna.


La storia è sostanzialmente quella di Sofocle ma i riferimenti temporali sono attualizzati a un’epoca contemporanea. Antigone diventa così una eroina dei tempi moderni che rifiuta ogni compromesso, si oppone alle ragioni del potere, qualsiasi esse siano, e sacrifica la sua giovinezza per un ideale.

Domenica 8 maggio , dalle ore 18 alle 20, si è inoltre svolto l'incontro - dibattito "Anouilh e la sua Antigone: geometria del potere" con Nino Campisi e la Compagnia Teatro del Navile con relatori il Dott. Mario Trombino, direttore editoriale di Diogene Multimedia e la Prof.ssa Angela Chiaino, redattrice della rivista di filosofia Diogene Multimedia.

Se è vero, come suggerisce Mario Trombino, che il mito della tragedia è universale, mentre la Storia, ci parla di eventi particolari, che la tragedia nel suo essere universale parla anche di noi, qui e ora, è anche vero che l’Antigone parlava ad Anouilh e ai suoi contemporanei.

Anouilh e la sua Antigone: geometria del potere

Aristotele sostiene che la poesia, non la storia, parla dell'universale. Non è in effetti vero che la storia è sempre narrazione di eventi particolari e che al contrario le storie che racconta la poesia in teatro (Aristotele si riferisce alla tragedia attica) non sono mai particolari? Forse la storia di Antigone o di Medea lo sono? Anouilh e la sua Antigone non fanno eccezione: ci parlano di noi, qui ed ora. Noi non abbiamo un potere nazista con cui fare i conti, non siamo nel 1944 quando la tragedia fu rappresentata per la prima volta. Ma la geometria del potere è la stessa: una stessa logica tanto semplice quanto ineluttabile governa tutti. Anche i vincitori? Anche i vincitori. Anche i "poteri forti"? Anche loro. Anouilh lo fa dire ad Antigone e a Creonte chiaramente. Parlano di noi, adesso. Conviene ascoltarli, per capire cosa sta succedendo.

Allora era l'epoca della Weil e di Sartre, di Camus, dell'esistenzialismo e del neotomismo, con una nuova idea di persona politicamente significativa. Allora si rifletteva sul potere, e si era costretti a schierarsi. E oggi? E' sempre vero quello che Sofocle fa dire al suo coro a proposito dell'uomo nel celebre stasimo? Su tutto questo Anouilh ha qualcosa da dire.

Mario Trombino (direttore editoriale di Diogene Multimedia).

Nella foto: Image di Maddalena Barletta

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