Sei personaggi in cerca d'autore - Luigi Pirandello


Sei personaggi in cerca d'autore (1921) Luigi Pirandello (Agrigento, 28 giugno 1867 - Roma, 10 dicembre 1936).


Su un palcoscenico una compagnia di attori prova la commedia Il giuoco delle parti. Irrompono sei individui, un Padre, una Madre, il Figlio, la Figliastra, il Giovinetto e la Bambina, personaggi rifiutati dallo scrittore che li ha concepiti. Essi chiedono al Capocomico di dare loro vita artistica e di mettere in scena il loro dramma...

Regia: Giorgio De Lullo, Il padre: Romolo Valli, La madre: Elsa Albani, La figliastra: Rossella Falk, Il figlio: Piero Sammataro, Il giovinetto (non parla): Claudio Frigna, La bambina (non parla): Patrizia Ponzelli, Madama Pace: Gabriella Gabrielli, Il direttore-capocomico: Ferruccio De Ceresa, La prima attrice: Nora Ricci, Il primo attore: Carlo Giuffré, La seconda donna: Italia Marchesini, L'attrice giovane: Isabella Guidotti, L'attor giovane: Italo Dall'Orto, Altri attori e attrici: Sebastiano Calabrò, Salvatore Puntillo, Anna Saia, Lino Segurini, Il direttore di scena: Luigi Durissi, Il suggeritore: Luigi Battaglia, Il macchinista: Domenico De Angelis, Il segretario del capocomico: Aldo Gasparrini. 1965. Il padre: "...Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci, signore, se nelle parole ch'io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com'egli l'ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai!"


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Uno dei testi più prestigiosi della tradizione teatrale italiana. Un dramma che contiene in sé tutte le future evoluzioni e trasformazioni della drammaturgia e della ricerca contemporanea. Uno spettacolo che raffigura una metafora insuperabile della condizione dell’uomo moderno, in bilico tra realtà e apparenza, verità e finzione. Un racconto di come vita e teatro possano incontrarsi su un palco, creando un magico e misterioso cortocircuito. La materia dei Sei personaggi poteva lievitare in forma solo nell’«opera impossibile», che condusse Pirandello a inventare il teatro del teatro. Quella materia investiva un universo familiare, quello che, secondo Cesare Garboli, è il vero protagonista di tutta l’opera di Pirandello, il grande tema vischioso, prolificante, tenuto a bada, e indirettamente, tormentosamente espresso con i ragionamenti logorroici, la «logica seviziatrice» che si esprime nel «linguaggio dei verbali di polizia», occupando, nel suo teatro, il posto della vita e facendo sì che «il cavillo giuridico ribalti comicamente la realtà, costringendola a mosse burattinesche e inusuali»