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"Orgia" di Pier Paolo Pasolini



Produzioni - "Orgia" di Pier Paolo Pasolini
, con Milena Cortelli, Ippolito Dell'Anna, 
Giuseppe Mittica, Simona Ortolani, Agnese Corsi. Foto di scena di Gabriele Orlandi. Una regia di Nino Campisi. Teatro del Navile, novembre 2010.

Una produzione Compagnia Teatro Studio e Teatro del Navile di Bologna.

A trentacinque anni di distanza dal brutale assassinio di Pier Paolo Pasolini, il Teatro del Navile rende omaggio al grande poeta portando in scena "Orgia", una delle più importanti tragedie scritte dall'autore friulano.

Rappresentata per la prima volta nel novembre del 1968 al Teatro Stabile di Torino con la regia dello stesso Pasolini, "Orgia" è la prima delle sei tragedie borghesi, insieme a "Pilade", "Affabulazione", "Porcile", "Calderon", "Bestia da stile", con cui Pasolini persegue la sua idea di teatro, dopo la pubblicazione sulla rivista "Nuovi argomenti", nel gennaio dello stesso anno, del "Manifesto per un nuovo teatro".

Il "nuovo teatro" di Pasolini, che non mancherà di suscitare polemiche, è "teatro di parola", scritto con il linguaggio alto della poesia. Un teatro che si contrappone sia al teatro tradizionale e alla prosa, definito da Pasolini il "teatro della chiacchiera", sia al teatro d'avanguardia, il "teatro dell'urlo".

"Il teatro di Parola -dice Pasolini- ricerca il suo "spazio teatrale" non nell'ambiente ma nella testa. Tecnicamente tale "spazio teatrale" sarà frontale; testo e attori di fronte al pubblico: l'assoluta parità culturale tra questi due interlocutori, che si guardano negli occhi, è garanzia di reale democraticità anche scenica. 
Il teatro di Parola è popolare non in quanto si rivolge direttamente o retoricamente alla classe lavoratrice, ma in quanto vi si rivolge indirettamente e realisticamente attraverso gli intellettuali borghesi avanzati che sono il suo pubblico. 
Il teatro di Parola non ha alcun interesse spettacolare, mondano ecc.: il suo unico interesse è l'interesse culturale, comune all'autore, agli attori e agli spettatori; che, dunque, quando si radunano, compiono un "rito culturale".

In Orgia, l'autore affronta diversi temi centrali del suo discorso: il tema della diversità e dell'esclusione del diverso, del potere e delle convenzioni sociali, della famiglia e della violenza, del linguaggio del corpo e della parola, insieme al rimpianto per un mondo ormai perduto, quello di una società contadina soppiantata dall'industrializzazione forzata e dal consumismo.

I protagonisti della vicenda sono un uomo, che accettando le regole del potere ha represso la sua diversità, e infine ha riversato nel rapporto con la moglie la sua pulsione sado-masochistica, e una donna, che come una moderna Medea progetta l'assassinio dei figli e il suicidio.

Per l'uomo, che racconta i fatti in un prologo-epilogo dopo la morte, l'unica forma di protesta, per denunciare lo scandalo della diversità, è quella dell'esemplare "martirio", attraverso il rito della vestizione degli indumenti femminili e del conseguente suicidio per impiccagione.

Nino Campisi - Appunti di regia

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© 2019  Teatro del Navile - Nino Campisi

Immagine di fondo: La sala Borsa di Bologna nel dicembre del 2005 durante le repliche di "Ritratto del Novecento" di Edoardo Sanguineti, con Nino Campisi e gli allievi della Scuola di Teatro.

Regia di Giuseppe Bertolucci e Luisa Grosso, coordinamento attori Nino Campisi.

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