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Le parole dello schermo


Le parole dello schermo - Festival Internazionale di Letteratura e Cinema - Giugno 2006

La terza edizione de "Le parole dello schermo", arricchisce anche quest'anno la programmazione culturale di Bologna. Ideata nel 2005 dall'assessore Angelo Guglielmi, la rassegna indaga il rapporto tra Letteratura e Cinema ed è la naturale continuazione di "Ritratto del Novecento" di Edoardo Sanguineti, l'opera colossale diretta da Giuseppe Bertolucci e Luisa Grosso che ha visto impegnata tutta la Scuola di Teatro nella realizzazione di uno degli eventi più importanti dell'ultimo decennio. Il merito di questa grande vitalità culturale va all'assessore Angelo Guglielmi e al presidente della Cineteca Comunale Giuseppe Bertolucci che finalmente hanno saputo spezzare la mentalità provinciale di una città che da anni si era adagiata e addormentata, generando un vuoto culturale diventato insostenibile. La città torna ad essere protagonista di grandi eventi culturali, e qui siamo lontani anni luce dai grandi eventi importati che sono serviti soltanto a riempire il vuoto di idee e a mascherare la mancanza di una vera programmazione culturale.


Nino Campisi

L'articolo di Irene Bisi, che qui riproduciamo, rende puntualmente la grande valenza culturale del progetto.

"La parola passa sullo schermo" di Irene Bisi. Il Domani, 07 07 2007.

Per districarsi in quella che Giuseppe Bertolucci definisce una “giungla di narrazioni che ogni giorno ci raccontano il mondo e determinano i nostri gusti e le nostre scelte, anche politiche”, la Cineteca rilancia il format Le parole dello schermo che quest'anno, alla sua terza edizione, occuperà otto giornate (dal 9 ai 16 luglio) con una programmazione "a tappeto" che tocca molti luoghi della città dedicati al cinema e non solo. Ideato nel 2005 dall'assessore Angelo Guglielmi e promosso da Cineteca di Bologna e settore Cultura del Comune all'interno del cartellone estivo "Bè" (per un costo di 140 mila curo con il sostegno di Regione, Università, Ministero e di alcuni privati (Fondazione Carisbo, Granarolo, Porsche e Coop Adriatica), il festival in partenza lunedì promette di indagare il sottile rapporto tra cinema e letteratura aggiungendo un terzo incomodo, la televisione. Un “triangolo amoroso", cui sarà dedicato il convegno "Editoria/Cinema/Televisione" in programma lunedì e martedì allo Stabat Mater dell'Archiginnasio.

Moderato da Aldo Grasso con la partecipazione di nomi di spicco nel panorama culturale italiano, il convegno promette di puntare i riflettori “sugli aspetti strutturali della produzione culturale in Italia accertando i forti elementi di reciprocità tra editoria, televisione e cinema”, spiega Guglielmi in veste di addetto ai lavori. Un esempio su tutti, secondo l'assessore, è il fiorire della letteratura gialla e di genere: «E’ una risposta dell'editoria alla domanda della televisione che ha sempre bisogno di storie forti. Poi c' è il cinema. La maggior parte dei film degli ultimi anni è tratta da libri; anche il cinema - secondo Guglielmi - pone una domanda di libri " trasformabili".

E siccome poi non c'è film che al giorno d'oggi non possa essere prodotto senza il contributo della televisione, è da capire quale sia il condizionamento della televisione sull' autore”. Lungo questi sentieri si muoverà dunque il festival e il convegno di apertura cui parteciperanno, tra gli altri, il responsabile Rai fiction Agostino Saccà e il presidente della Rai Claudio Petruccioli, gli scrittori Antonio Sturati, Francesco Piccolo, Marcello Fois, Silvia Ballestra e Sandrone Dazier. Angelo Barbagallo e Giancarlo Leone di Rai Cinema, i registi Emanuele Crialese e Gabriele Salvatores e numerosi rappresentanti delle maggiori case editrici italiane. Ma se il convegno, per quanto suggestivo, dovesse sembrare unpo' troppo per addetti ai lavori, il resto del programma è tutto a disposizione del pubblico "allargato" tra proiezioni, incontri con l’autore, approfondimenti e pillole di letteratura. Tanti i protagonisti, a cominciare da Aki Kaurismàki, ospite d'onore del festival per tre motivi fondamentali: “perché è uno dei registi contemporanei più straordinari - commenta Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca - perché ha sempre tratto i suoi film dai libri, e perché proprio di questi tempi sta scrivendo il suo primo romanzo”.

A lui, sempre per restare in tema di libri. è dedicala la monografia Kaurismàki curata da Peter Von Bagh (edizioni Isbn) che autore e regista presenteranno lunedì alle 18 alla Feltrinelli. E se la sera di lunedi Kaurismàki sarà di nuovo protagonista in piazza Maggior econ Amleto si. mette in affari, il giorno dopo sarà in biblioteca Renzo Renzi per ricevere da Ninetto Davoli il Premio Pasolini istituito da Laura Betti. Con Kaurismàki a fare da padrino, il festival proseguirà con molti altri protagonisti.

Moravia sarà ricordato con numerosi incontri e proiezioni tra pagina scritta e cinema: per citarne solo un paio la conversazione con Edoardo Sanguineti, Alain Elkann e Dacia Maraini e la proiezione, sempre in piazza il 12 luglio, di Il conformista di Bernardo Bertolucci. Si parlerà di Premio Strega (con Niccolò Ammaniti e Salvatores) e dei film che si sono ispirati ai romanzi vincitori; ci sarà Bonvi con un omaggio curato da Valerio Evangelisti cui parteciperà anche Filippo Scòzzari; Totò e Monicelli saranno al centro di un'intera giornata di approfondimento il 15 luglio).

E se una cordata tra Cineteca e Università (il professor Gian Mario Anselmi annuncia anche il progetto per un osservatorio sulla scrittura per il cinema) si occuperà di rievocare l'Ottocento al di fuori della «polverosa tradizione scolastica», Evangelisti riproporrà la maratona notturna dedicata agli spaghetti-Zorro. Seguendo ognuna una propria sottile linea tematica, le giornate del festival si chiuderanno con uno schema fisso: appuntamento alle 21.45 in piazza Maggiore con "La parola dello schermo", letture tematiche affidate ad attori e attrici come Chiara Caselli (alle prese con il nobel finlandese Franz Sillanpaa, Laura Betti (che rivedremo leggere Pasolini in un vecchio documento video), Tita Ruggeri (con Pirandello), Nino Campisi (alla prova di Moravia) e Carlo Croccolo (con una selezione di poesie di Totò).

Accattivanti e molto varie le proiezioni serali in piazza (in ordine di apparizione, sempre alle 22, Amleto si mette in affari, Pasolini prossimo nostro, Il circo di Chaplin, Il conformista, Il mulino del Po, Totò cerca casa e Totò e le donne), seguite, ogni sera da pillole comiche firmate Ciprì e Maresco. La chiusura cinematografica è affidata al restauro di Lo svitato con Dario Fo (presente in sala lunedì 16), mentre la chiusura del festival in piazza è affidata a un appuntamento musicale, Requiem for a dying planet, che insieme al melologo Enoch Arden allarga ulteriormente il campo di azione del festival.

"La parola passa sullo schermo" di Irene Bisi. Il Domani, 07.07.2007.

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© 2019  Teatro del Navile - Nino Campisi

Immagine di fondo: La sala Borsa di Bologna nel dicembre del 2005 durante le repliche di "Ritratto del Novecento" di Edoardo Sanguineti, con Nino Campisi e gli allievi della Scuola di Teatro.

Regia di Giuseppe Bertolucci e Luisa Grosso, coordinamento attori Nino Campisi.

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